Sannyasin Gayatri

Esperienze in Ashram

DSC07572Il mio soggiorno in India, e più precisamente nell’Ashram di Rikhia e Munger, è stato decisamente emozionante. Il periodo più lungo l’ho trascorso a Rikhia e posso chiaramente affermare che è stata per me come una grande casa. Una grande casa che mai avrei immaginato potesse coinvolgermi e affascinarmi così tanto.
All’interno dell’Ashram ero come trasportata dagli eventi, era come trovarsi in una cascata e l’acqua mi travolgeva senza che io potessi fare nulla per controllare il suo flusso. Ho provato parecchie volte questa sensazione e ciò avveniva soprattutto durante il Karma Yoga, quando mi ritrovavo a dover affrontare delle situazioni non troppo semplici oppure a dovermi relazionare con altre persone senza conoscere la lingua.
E costantemente, ogni volta che ero in difficoltà, appariva qualcuno o succedeva qualcosa che mi aiutava. Non ho mai conosciuto Swami Satyananda, non conosco i suoi modi di fare o il suo modo di parlare, ma stando a Rikhia e vivendo, anche se solo per poche settimane, in Ashram, sapevo che quell’aiuto che ricevevo non me lo stava dando la persona che avevo di fronte, ma una forma di energia più elevata. E così ogni volta che mi trovavo in situazioni difficili chiedevo l’aiuto e questo, puntualmente, arrivava. A Rikhia ho riscoperto la mia natura, come sono fatta realmente ed è forse per tale motivo che considero quell’Ashram come una parte di me.
Il giorno 24 Dicembre ho preso l’iniziazione a Karma Sannyasa da Swami Satsangi a Rikhia. E’ stata diversa rispetto alle altre iniziazioni, decisamente più intensa. Quando mi sono presentata di fronte a Swami Satsangi è stato come se per quell’istante il mondo si fosse fermato. Non riuscivo a vedere nessun altro oltre a lei e la mia mente era completamente vuota. Non ricordo cosa ho pensato in quel momento, ma ricordo perfettamente ogni mio gesto o movimento. Probabilmente sono stata più consapevole di cosa stessi facendo in quell’istante rispetto a tutti gli altri giorni.
Ritengo inoltre di essere stata molto fortunata, soprattutto per aver avuto la possibilità di parlare con Swami Satsangi e Swami Niranjan. L’ultima settimana l’ho trascorsa a Munger e il tipo di esperienza è stata differente. Ho impiegato alcuni giorni per adattarmi al nuovo ambiente e al diverso tipo di energia, soprattutto perché ho provato maggior difficoltà nell’affrontare gli eventi. Durante l’assegnazione dei Karma Yoga non ero mai con il gruppo italiano ma sempre da sola e questo è stato, per me, come una grande opportunità per tirar fuori le mie risorse interiori.
Ho impiegato diversi giorni prima di accettare questa cosa, poiché emergevano diversi stati emozionali, come il senso di non appartenenza o la rabbia, che non mi permettevano di capire quale fosse, invece, l’insegnamento. Nonostante tutto, ritengo di aver fatto un esperienza unica, intensa e meravigliosa.

Sannyasin Gayatri

 

 

 

 

La Mia Guida

Ho intrapreso il percorso di Yoga all’età di undici anni, frequentando di tanto in tanto la scuola di Yoga Satyanada Ashram Italia e partecipando ai seminari. Non avevo un motivo particolare o razionale per il quale posso affermare che cosa mi spingesse in quella direzione, sapevo solo che mi piaceva e che mi rendeva felice. Era come una forza irrazionale che mi spingeva ad intraprendere questo percorso e a combattere per ottenere ciò che volevo e così ho fatto. Non ho mai ricercato la figura di un Guru o una via spirituale, mi è capitato, così come quando si riceve un regalo meraviglioso e inaspettato e tu non puoi far altro che ringraziare perché non lo avevi nemmeno chiesto. Ricordo che avevo molte domande nella mia testa fin da molto piccola. Domande che ponevo ai miei genitori, ma nessuno dei due le soddisfaceva, così a lungo andare mi dimenticai di quelle domande e continuai a vivere la mia vita con la mia famiglia, con gli amici, la scuola e facendo tutto ciò che una persona della mia età è solita fare. Poi, la mia vita si trasforma dopo una serie di cambiamenti nella mia famiglia, e ciò inizia a trasformare anche me. Passando attraverso periodi difficili, ricordo che ero solita chiedere aiuto anche se fisicamente non c’era nessuno, parlavo a me stessa, e ricordo che iniziai ad ascoltarmi e a sentire che avrei trovato quello di cui avevo bisogno. Poi entrai in contatto con l’Ashram e attraverso questo contatto e connessione conobbi questa realtà. Partecipavo ai seminari e ai programmi e di tanto in tanto facevo Karma Yoga. Non sapevo nulla di Yoga e non avevo mai letto un libro che spiegasse cosa fosse effettivamente. Ho sempre vissuto questa realtà come una parte di me senza sapere precisamente il motivo che mi spingesse in questa direzione, ma sapevo che era quello che volevo e quello che avevo scelto. Ebbi la conferma nel 2010, all’età di sedici anni, quando Swami Satsangi venne a Montescudo per un seminario sul tema: Vijnana Bhairava Tantra, al quale decisi di partecipare. Qualche mese prima del suo arrivo in Italia feci diversi sogni su di lei e Swami Satyananda e attraverso quei sogni iniziai ad entrare in connessione con loro e a provare emozioni molto intense verso Paramahansaji. Durante quel seminario presi da Swami Satsangi l’iniziazione al Mantra e il nome spirituale. Da quel momento sentii di aver trovato la mia guida e la mia strada. Non ho mai conosciuto personalmente Swami Satyananda e non conosco i suoi modi di fare, ma posso dire di averlo conosciuto in un'altra forma e attraverso la mia connessione con Swami Satsangi sento che Swami Satyananda mi ha permesso di farsi conoscere. Aspettai di avere diciotto anni prima di andare in India e quando giunse il momento feci l’esperienza più bella e coinvolgente della mia vita. Arrivai a Rikhia e come entrai nell’ashram mi sentii a casa, perfettamente me stessa e perfettamente in linea con la mia natura. Partecipai a Yoga Purnima insieme a centinaia di persone. Ricordo che vidi Swami Niranjan per la prima volta seduto accanto a Swami Satsangi che accarezzava il suo cane Rudra. Ero seduta e li guardavo e non pensavo a nulla, la mia mente si era svuotata. Ad un certo punto Swami Niranjan si alzò e all’istante iniziarono a suonare un kirtan. Noi tutti ci alzammo e insieme a lui iniziammo a cantare. Ricordo che lo guardavo mentre ballava davanti al palco affiancato da bambini e altri Swami. Poi ad un certo punto, rivolse lo sguardo verso tutte le persone che erano presenti e accennò un gesto con la mano rivolto verso di me facendo intuire di raggiungerlo. In quel momento, guardai dietro, pensando che non si stesse riferendo a me, ma riguardandolo capii che dovevo raggiungerlo e andare a ballare. Come prima reazione avrei scelto di rimanere al mio posto e che mai sarei andata a ballare davanti a tutti, ma poi decisi di affrontare il senso di imbarazzo e mi lasciai andare. Da quel momento capii che Rikhia era come casa mia, che potevo esprimere liberamente la mia personalità senza vergogna, insicurezza o altro. Mi sentii esattamente come tutte le Kanya che erano presenti. E’ stato come ricevere l’invito ad entrare effettivamente in Ashram. Swami Satyananda mi ha dato una direzione, un ispirazione e una speranza. Una possibilità di vedere oltre a ciò che comunemente si aspira e di migliorarsi continuamente attraverso sforzo, determinazione e fede. Ha illuminato la strada nei momenti più bui e mi ha resa parte di qualcosa. Parte della sua missione.

Sannyasin Gayatri